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Nella rete mondiale di telecomunicazioni denominata Internet, il termine libri liberi viene usato per indicare fenomeni diversi tra loro, a volte infatti ci si
riferisce alla circolazione del sapere raggiunta per mezzo dell'abbandono del
libro letto a vantaggio di terzi che lo debbono ancora leggere e che, a loro
volta, lo abbandoneranno a vantaggio di altri.
Altre volte si usa l'espressione libri liberi come riferimento per gruppi
di editori indipendenti.
In questa sede intenderemo come libri liberi, tutte quelle opere letterarie
i cui diritti d'autore si manifestano in modo non conforme al tradizionale
concetto di copyright.
Allo stato attuale delle conoscenze tecnologiche e' pacifico affermare che
ogni singolo individuo del pianeta possa pubblicare, a proprie spese, un
ottimo prodotto editoriale, quello che occorre, sara' la creazione artistica
e un computer ben istruito da specifici programmi.
In questo caso soltanto lo scrittore potra' decidere a quali condizioni
pubblicare il libro avvalendosi dei normali strumenti legali a tutela
delle opere dell'ingegno.
Pertanto sara' libero di permettere o meno la riproduzione dell'opera,
di permettere oppure no la modificabilita' della stessa, ecc.
Senza entrare nel merito delle decisioni di ogni possibile autore, ma
anche degli editori,
non possiamo non considerare che licenze d'uso come la FDL (Free
Documentation License) usata di recente anche per libri di successo,
come ad esempio "Codice Libero" di Richard M. Stallman edito in
Italia da Apogeo", oppure la sezione "open source" della casa editrice
Hops, dimostrano come tale forma stia approdando, dopo
i successi riscontrati nel settore tecnico, anche verso la produzione di prodotti
editoriali destinati ad un pubblico piu' ampio.
Lo scopo della licenza FDL e' quello di rendere un manuale, un testo o altri documenti scritti,
"liberi" nel senso di assicurare a chiunque la liberta' di copiarli
e redistribuirli, con o senza modifiche, a fini di lucro oppure no.
Inoltre questa licenza prevede per autori ed editori il modo per ottenere il
riconoscimento del proprio lavoro, preservandoli dall'essere
considerati responsabili per modifiche apportate da terzi.
E' una licenza cd. "copyleft": pertanto i lavori che derivano dall'opera
originale debbono essere egualmente liberi.
E' importante quindi sottolineare che in questi casi liberta' non e'
affatto sinonimo di gratuita', ma di un concetto piu' ampio, che,
senza dubbio alcuno reca benefici in termini di circolazione del sapere,
assolvendo così in pieno alla funzione per la quale ogni
opera letteraria viene pubblicata.
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